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L’innovazione nel Codice degli Appalti. Strumenti e mezzi di proprietà o in possesso/sharing?

Pubblicato il giugno 13, 2017 da Tommaso Pardi

Industria 4.0, digitalizzazione, sharing, pubblicazioni web per la trasparenza, e tanto altro. Ma esiste un punto fermo?

Facciamo un’analisi con il Responsabile della Federazione Costruzioni di Confartigianato Prato, Michele Vuolato.

“Finalmente un punto fermo, Anche se non definitivo….
Con il Decreto Legislativo n. 50 del 18.04.2016 è stato dato l’addio al precedente, e più volte rivisto, Decreto Legislativo n. 163 del 12 aprile 2006 in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.
Il nuovo decreto, nato a seguito della forte spinta di normative europee (Direttive 2014/25/UE, 2014/24/UE e 2014/23/UE) non ha avuto vita facile ed ancora oggi non è immune da dubbi e perplessità, sia dal punto vista delle imprese che degli enti pubblici nella veste di Stazioni Appaltanti.
La norma, composta da n. 220 articoli (1.354 commi, 743 lettere e 32 sottopunti), da n. 25 allegati e suddivisa in n. 6 Parti, n. 17 Titoli, n. 14 Capi e n. 9 Sezioni, non risponde appieno alle indicazioni delle direttive europee di semplicità di applicazione, coinvolgimento delle piccole imprese a livello locale, trasparenza e snellimento burocratico delle procedure, e, nonostante abbia visto il concorso di più soggetti per la redazione del testo, è stata una prima volta modificata con Decreto Legge, n. 244 del 30.12.02016, e successivamente modificata con il “correttivo” Decreto Legislativo 19 aprile 2017.
Il decreto nel suo iter normativo è stato integrato anche dalle Linee Guida emanate dall’ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione, coordinata dal magistrato Raffaele Cantone, ma delle oltre 50 annunciate solo poco meno di dieci sono quelle che ad oggi hanno visto la luce. Siamo quindi in attesa delle altre e soprattutto di come incideranno e quale indirizzo daranno alla norma nel suo insieme.
Si confida in gare più veloci, più snelle nelle procedure e più a portata delle piccole imprese locali, ma al momento permane una fase di stallo dovuta in parte alle poche risorse disponibili ma anche alle norme non proprio semplici da gestire.
Il Governo ha in ogni caso previsto, a correzione di eventuali difficoltà una revisione ulteriore tra un paio di anni.
Ed intanto la Regione Toscana sta adeguando le Leggi e le norme ragionali interessate da questi provvedimenti con adeguamenti e correttivi, come la Legge n. 65 del 2014, la legge n. 38 del 2007 oppure la n. 39 del 2005, o altre ancora.
Vi terremo aggiornati”.

Contatti: m.vuolato@prato.confartigianato.it

Categoria: Toolssharing